“Rateizzare i debiti tributari dei cittadini in 76 anni”: la lettera del sindaco di Lentini al Governo non è solo una provocazione

Il giorno dopo l’intesa raggiunta tra gli avvocati della Lega e la Procura di Genova sulle modalità di esecuzione del sequestro dei 49 milioni di euro frutto della truffa ai danni dello Stato: restituzione in 76 anni

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non mi ha risposto, vi farò sapere”. Il sindaco di Lentini Saverio Bosco ha inviato ieri al presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Interni, al Ministro del Tesoro e ai presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato, una richiesta di autorizzazione a rateizzare in 76 anni, tutti i debiti tributari dei cittadini di Lentini verso il Comune, a interessi zero.

Il primo cittadino del Comune siracusano ha davvero inviato questa lettera, il giorno dopo l’intesa raggiunta tra gli avvocati della Lega e la Procura di Genova sulle modalità di esecuzione del sequestro dei 49 milioni di euro frutto della truffa ai danni dello Stato. Ogni bimestre dai conti di via Bellerio saranno prelevati centomila euro, per un totale di 600mila euro l’anno. Questa è la soglia minima, ma se il partito dovesse incamerare di più, al netto delle spese della gestione ordinaria, la cifra prelevata dalla Procura aumenterebbe e per raggiungere la somma complessiva di 46 milioni di euro – tre sono già stati sequestrati un anno fa – ci vorrebbero dunque più di 76 anni. Il Carroccio completerà la restituzione del denaro nel 2094.

 “A chi scambia questa mia nota per una sterile provocazione, lo invito ad assistere al ricevimento pubblico del sindaco… frustrante, ti chiedono il lavoro, il sussidio, la casa, tutto ciò che un Comune oggi non può dare – dice Bosco – dietro questa nota si nasconde il malessere di chi amministra le città, da cui sono andati via i migliori “contribuenti” e rimangono solo gli indigenti. Lo Stato però ci ha assegnato il ruolo di esattori, e a loro, agli ultimi dobbiamo chiedere i soldi dei tributi locali. Per questo vorrei che il cittadino possa pagare in 76 “comode” rate annue ma invito comunque chi fa le leggi a fare ricevimento al pubblico, quello che facciamo noi sindaci e a chiedersi se nel caso della Lega ci sono state disparità anche di trattamento: un’azienda qualsiasi avrebbe avuto lo stesso trattamento?”.

Il sindaco Bosco spera che questo sfogo da amministratore locale abbandonato dallo Stato serva a far spostare la politica del Governo verso una nuova legislazione che tuteli gli enti locali e la pubblica amministrazione: “ci diano la possibilità di investire sul territorio, di fare assunzioni di giovani professionisti, di attenuare il patto di stabilità invece di aspettare solo finanziamenti”. La pace fiscale interessa anche Lentini, ovviamente: “sono certo che l’emergenza sociale in cui versa il nostro territorio e la disoccupazione a doppia cifra possa giustificare un provvedimento tanto drastico quanto epocale. Sono altresì certo che in Italia ancora vige l’art 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Fonte: SiracusaNews

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